Vai a sottomenu e altri contenuti

Cardedu, ieri ......

Cardedu è un centro di recente formazione, è l'aggregazione di una serie di interventi, frutto di esigenze residenziali dovute agli eventi calamitosi che interessarono il comune di Gairo già dagli anni venti. Tali eventi compromisero irrimediabilmente la stabilità del territorio urbano e degli edifici di Gairo. Gairo Vecchio Gairo Vecchio

A seguito di una alluvione avvenuta nel 1951 una parte degli abitanti di Gairo è stata costretta ad abbandonare le case ed a trasferirsi nella piana vicino al mare dove il paese di origine estendeva il proprio territorio che parte dalla montagna (Perd'e liana - riconosciuto come monumento naturale dalla Regione Sardegna). Gairo Vecchio Gairo Vecchio

Inizio' cosi' un processo che, con l'abbandono delle costruzioni pericolanti, diede l'avvio alla nascita di altri centri, quali Gairo S. Elena e Gairo Scalo , zone ritenute più stabili, pur sempre nella stessa vallata: la vallata del Rio Pardu. Ma questa zona non offriva superfici adeguate per la realizzazione di un numero sempre crescente di alloggi, necessaria per far fronte alla situazione che appariva sempre più grave. Gairo Vecchio - l'alluvione Gairo Vecchio - l'alluvione

Per soddisfare il desiderio di alcuni sfollati che a differenza della maggior parte privilegia la zona a monte, sorge a Cardedu un piccolo borgo (comunemente chiamata 'la borgata' da coloro che avevano abituale dimora nelle campagne), costituito inizialmente dalla Chiesa, dalla caserma dei carabinieri, dalle scuole elementari e da un nucleo di sedici edifici per 62 famiglie. Cardedu Cardedu

Il paese si è sviluppato in seguito e vi hanno trovato abitazione molte famiglie provenienti da Gairo che avevano scelto di edificare le proprie abitazioni in lotti di terreno assegnato dal genio Civile agli aventi diritto ad un''area di 100 mq' per la perdita della casa nel vecchio abitato di Gairo.
Alla luce di queste considerazioni il Genio Civile, organo preposto alla ricostruzione, ritenne opportuno continuare il proprio operato più a valle verso il mare, in una località denominata Cardedu. Tale scelta venne condivisa da un numero sempre maggiore di residenti del vecchio centro, anche da coloro che in un primo tempo sembravano scettici sulla scelta di abbandonare la montagna per insediarsi nella piana di Cardedu.

Nel contempo la Cassa per il Mezzogiorno, che operava assiduamente in tutto il Mezzogiorno per la valorizzazione delle campagne, nei primi anni 60, tramite il Consorzio di Bonifica integrale 'Pelau Buoncammino', realizzò nelle campagne di Cardedu un borgo rurale di aggregazione sociale con la chiesa, la caserma dei carabinieri, ecc, e i servizi di urbanizzazione primaria (fogne, acqua, luce, ecc).

Questi interventi fecero aumentare il consenso degli abitanti di Gairo sulla scelta di queste terre per il proseguo della ricostruzione del vecchio abitato. Gli interventi del Genio Civile, interessarono aree attigue al borgo rurale e in parte corressero da un punto di vista urbanistico, alcune carenze che si erano verificate negli interventi di Gairo S. Elena (maggiore superficie del lotto e di verde privato, viabilità più funzionale, ecc.). Ma sia l'emergenza sia la poca attenzione agli aspetti urbanistici con la quale operò il Genio Civile, lasciarono che Cardedu, nonostante i grandi spazi a disposizione, si sviluppasse ammassata, con pochi spazi verdi e per i servizi pubblici e con una viabilità non sufficientemente funzionale. Con questi criteri i risultati potevano essere anche più negativi, se non fosse stato per alcuni abitanti, che costituirono in quegli anni il 'comitato unitario per Cardedu' e che, partecipando in prima persona agli sviluppi del piano urbanistico del Genio Civile, contrastarono le prime proposte fatte dallo stesso Ente, con modifiche migliorative.

Con il passare degli anni molte famiglie di Gairo hanno scelto Cardedu come sede per la propria dimora e ad essi si sono aggiunti numerosi nuclei provenienti dai paesi limitrofi: Jerzu, Ulassai, Osini, Barisardo ma anche da paesi dell'entroterra.
Un paese, quindi, dove è prevalente il ceppo gairese ma che ha saputo e lasciato integrare altre realtà.
Rimane frazione di questo fino al 1984 anno in cui la regione Sardegna concede l'autonomia amministrativa e diventa comune autonomo.

La costituzione del centro abitato avviene in circa trenta anni secondo fasi precise che ne segnano momenti significativi fino alla completa strutturazione La maggior parte del tempo però è stato impiegato in aspetti decisionali mentre per l'effettiva realizzazione il tempo impiegato può essere limitato a dieci anni.

Certo è che, qualunque sia la motivazione e il processo attuativo, Cardedu è oggi a tutti gli effetti una città, o comunque un grosso centro urbano, i cui abitanti vedono come città, con la sua storia, le sue tradizioni, la sua qualità urbana, il proprio sviluppo in termini culturali, sociali ed economici.

Gli abitanti, attualmente, sono oltre 1500.

torna all'inizio del contenuto
torna all'inizio del contenuto